IL SECOLO è MOBILE
MONOLOGO MULTIMEDIALE
di e con
GABRIELE DEL GRANDE
Un viaggio con immagini e parole per raccontare la storia delle migrazioni in Europa vista dal futuro e provocare con una visionaria proposta
Il monologo “Il Secolo è mobile” affronta il tema dell’immigrazione che già in altri anni abbiamo proposto in occasione del 23 Febbraio, ma lo fa attraverso il linguaggio universale del teatro.
Questo testo teatrale è un’occasione di riflessione che prende l’avvio da una considerazione di fondo: cent’anni fa non esistevano visti né passaporti.
Oggi sui fondali del Mediterraneo giacciono i corpi di cinquantamila migranti annegati lungo le rotte del contrabbando. Limitarsi a denunciare non basta più. L’unica domanda da porsi è: come siamo arrivati fin qui? Come se ne esce? Qual è l’alternativa? Lo spettacolo risponde a queste domande con una provocazione e un sogno nello stesso tempo.
L’autore è Gabriele Del Grande, giornalista, scrittore e documentarista da anni impegnato nella narrazione delle migrazioni. Dal palco accompagna lo spettatore in un viaggio per immagini e parole tra la storia e il futuro delle migrazioni in Europa unendo al racconto la proiezione di fotografie e video d’archivio di un intero secolo di storia, dallo sbarco delle truppe africane a Marsiglia nel 1914 fino alla crisi delle ONG a Lampedusa.
Il Secolo è mobile è una visionaria proposta che apre a prospettive diverse: immaginare un futuro senza “linee di colore” alle frontiere. Un domani di senza più divieti di viaggio.
“Non è stato il mare la causa di migliaia e migliaia di morti ma un regime dei visti, quello di Schengen, che dagli anni Novanta vieta i viaggi dei poveri da Africa, Asia e Caraibi invitando chi vuol partire ad affidarsi alle mafie del contrabbando. L’apartheid in frontiera è l’ultima forma di segregazione razziale ancora in piedi. E serve a proteggerci dal grande fantasma novecentesco del mescolamento delle “razze”. Peccato che sia troppo tardi. È già accaduto!” (Gabriele Del Grande].
Il monologo che proponiamo, tratto dal libro dello stesso Del Grande “Il secolo mobile”, intreccia storia, memoria e futuro, con l’intento di stimolare la consapevolezza collettiva e accendere una riflessione profonda sulla realtà delle persone migranti.


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